Come mi sono ritrovata il cortile di Casa Meride

Cortile dato in locazione fine 2014

Cortile dopo sfratto inquilini luglio 2020

 

L’incredibile vicenda di una locatrice

Come locatrice mi capita quanto segue: dopo la disavventura di uno sfratto respinto nel 2015 per errori procedurali da parte di un primo avvocato (!) è mai possibile dover vincere con un secondo avvocato ben 6 cause in Pretura, 4 confermate alla corte d’Appello, tutte e 6 cresciute in giudicato, per poter vedere finalmente sfrattati gli inquilini dopo 5 anni e mezzo?

Inquilini che ti lasciano in casa e in cortile un accumulo in un disordine catastrofico e un debito di 15 mensilità di affitti?

E la legge pretende che tu, malgrado i soldi che devi ancora avere dagli inquilini, devi anticipare i costi di imballo e deposito degli infiniti oggetti e mobili da loro lasciati in totale scioccante disordine nel bene a loro locato?

E come sarà possibile recuperare l’anticipo?

Sottolineo che solo il deposito mensile degli oggetti e dei mobili di proprietà degli inquilini è stato quantificato per un importo con il quale io mi pago 3 mesi di affitto nella casa di Tremona dove abito da più di cinquanta anni.

Inoltre, dopo due acconti non semplici per me da mettere da parte, per retribuire parzialmente l’avvocato, rimane comunque un’importante cifra che devo a suo favore.

E le ripetibili di 6 cause vinte che, gli inquilini, per legge, dovrebbero pagare all’avvocato che mi ha rappresentato e tutt’ora mi rappresenta, chi le versa?

Il dono lasciatomi da mia madre di godere vita natural durante dell’usufrutto della casa data in affitto viene frantumato, ma non viene certo frantumata la bellezza del suo gesto nei miei confronti. Sì, sono costretta a rinunciare all’usufrutto (si immaginava che le entrate degli affitti portassero un’aggiunta finanziaria alla mia modesta entrata AVS) e a mettere in vendita la casa di proprietà di mio fratello, mia sorella e mia, per affrontare i pagamenti che questo percorso giudiziario mi ha portato.

Ebbene con l’importo rimanente dalla vendita della casa (?) mi dedicherò a nuove opere in ceramica che realizzerò nella mia casa studio a Tremona, dove sono in affitto da più di cinquanta anni in armonia con i locatori.

Il dono di mia madre sarà trasformato in splendidi nuovi progetti, grazie all’energia finanziaria che mi rimarrà (?) dalla vendita della bella casa che mia madre ha conquistato nella seconda metà della sua vita con il suo lavoro di giornalista e scrittrice *.

Le mie riflessioni intendono evidenziare l’estenuante e a volte assurdo procedere del percorso giudiziario vissuto in prima persona, e il fatto che le Istituzioni comunali e cantonali che ho contattato e informato sulla problematica non sono mai intervenute. Per contro gli inquilini per anni sono stati assistiti coi nostri soldi. Prima mi pagano, poi non pagano, poi impediscono con argomenti assurdi di accedere alla casa data in locazione per più di cinque anni e mezzo, intraprendono incisive stramberie nei confronti dei vicini, addirittura minacciandoli e non da ultimo distribuendo insulti pesanti a tutti.

Ripeto: le autorità non sono mai intervenute, ma hanno invece continuato per anni a sostenerli finanziariamente con l’assistenza, sostegno complementare o altri aiuti comunali e cantonali. Eppure un intervento, da me più volte richiesto alle istituzioni, ai servizi sociali, avrebbe potuto evitare lo sfratto degli inquilini con la polizia e permettermi un percorso legale giudiziario più breve, e di conseguenza meno spese… e magari il non dover vendere la casa.

Mi permetto di chiedermi: questo lungo, troppo lungo e assurdo percorso in cui sono trascinata mio malgrado, sarebbe rimasto senza interventi da parte delle istituzioni, se al mio posto ci fossero state personalità ben posizionate nell’intreccio di poteri comunali, cantonali o semplicemente di detentori di potere?

Vorrei poi anche sapere dalle autorità, fino a quando dovrò essere ancora io, gratuitamente, la “guardiana-responsabile”di tutto quanto gli inquilini hanno lasciato, nel loro spaventoso disordine, nella mia casa finalmente “liberata”. Mi pare di aver già dato abbastanza …

Considerando gli aspetti assurdi di questa vicenda desidero raccogliere in una lettera i miei punti di vista. Ne scaturirà una sorta di documento sintetico che intendo portare a Berna, a Palazzo Federale.

Dopo uno sciopero della fame (2017) e un cammino pacifico da Tremona a Bellinzona in difesa di un diritto (in primavera di quest’anno), intendo intraprendere un cammino pacifico da Bellinzona a Berna, in difesa dei miei ideali sociali e umani. Cammino che intendo intraprendere in primavera 2021 appena sciolta la neve sulle alpi.

Petra Weiss

Novembre 2020

 

* Mix Weiss ha fatto un dono unico alla letteratura svizzera. Sia per questo ringraziata.

Beatrice Eichmann-Leutenegger

Pensiero estratto da un articolo che ricorda mia madre. (Neue Zürcher Zeitung, giugno 2014)